L'importanza del recupero del fresato d'asfalto: da rifiuto a risorsa

L'importanza del recupero del fresato d'asfalto: da rifiuto a risorsa
Inserito in Notizie
il 01/02/2022
Nel mondo della manutenzione stradale e delle pavimentazioni, come anche nell'edilizia, si fa sempre più stringente il tema del recupero del materiale derivante da demolizioni e scarifiche, con il duplice obiettivo di coniugare la salvaguardia ambientale all’ottimizzazione dei costi di cantiere. Trasporto e smaltimento del conglomerato bituminoso e di altro materiale da risulta da demolizione, nonché l’eventuale acquisto e trasporto di nuove materie prime in situ: problematiche comuni a qualsiasi cantiere stradale. Ora come non mai è necessario rendersi conto della circolarità del comparto, in particolar modo dei conglomerati bituminosi: le pavimentazioni stradali possono essere rigenerate diverse volte, nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia. Ogni anno in Italia si producono quasi 10 milioni di tonnellate di conglomerato bituminoso di recupero. Cifra notevole, che corrisponde circa al 18% di tutti i rifiuti da C&D (Costruzioni e Demolizioni).

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Simex ha scelto di focalizzarsi nel recupero del fresato asfaltico, più correttamente inquadrato oggi dalla normativa come granulato di conglomerato bituminoso (denominato nei paesi anglofoni anche come RA o RAP - Reclaimed Asphalt Pavement N.d.R) partendo dal proprio Know How in materia di frantumazione e vagliatura di materiali di risulta da demolizione, creando una nuova benna specifica per il recupero del conglomerato bituminoso e di altri aggregati da cantiere.

L’ULTIMA ATTREZZATURA LANCIATA IN CASA SIMEX: LA BENNA CBA GRANULATORE PER ASFALTO 
Il comparto R&D di Simex ha unito il concetto di tamburo fresante alla tecnologia delle benne frantumatrici a rotore, dando vita alla gamma di benne granulatore per asfalto CBA, disponibile in due modelli: CBA 30 per escavatori da 18 a 28 ton e CBA 40, per il range 25-40 ton. L’attrezzatura si compone di un tamburo cilindrico composto da denti intercambiabili, azionato da motori idraulici a pistoni radiali di grande cilindrata, in presa diretta. La presenza di una griglia posteriore determina la granulometria del materiale in uscita ed è disponibile in più configurazioni, per soddisfare le diverse caratteristiche richieste al fresato dalle normative vigenti nei diversi Paesi.
 
Lo sviluppo di questa nuova attrezzatura nasce, come sempre, dall’ascolto attivo del mercato, dei propri dealer come degli utilizzatori finali, che tutti i giorni hanno a che fare con nuove esigenze applicative, restrizioni normative, vincoli amministrativi e costi per lo smaltimento dei materiali.

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AL LAVORO IN ESTONIA 
Recentemente, nei Paesi Baltici, l’azienda AS Baltem con sede principale a Peetri, alle porte di Tallin (Estonia), ha deciso di puntare sulla benna granulatore per asfalto CBA per soddisfare le esigenze di un proprio cliente, il quale aveva la necessità di ridurre volumetricamente grossi volumi di lastre di asfalto, accumulate nel tempo nel proprio deposito. La possibilità di ottenere una granulometria certificabile grazie alla griglia posteriore della benna CBA 30 ha permesso infatti di realizzare un fresato di conglomerato bituminoso con granulometria compresa fra 0 e 30 mm, specifica richiesta dell’utilizzatore finale. Il vantaggio è stato duplice: si sono evitati consistenti costi per il trasporto e stoccaggio del materiale presso siti dedicati allo smaltimento; dall’altro, la granulometria in uscita certificabile ha permesso di ottenere un fresato asfaltico che può essere conferito negli appositi impianti di produzione di conglomerato bituminoso, trasformando quindi un rifiuto in una risorsa per l’economia di cantiere, come per la sostenibilità ambientale (nello specifico, un granulato di conglomerato bituminoso).
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Le benne granulatore per asfalto CBA mirano a garantire un’ampia autonomia agli operatori impegnati quotidianamente in opere di manutenzione stradale, frantumazione di inerti, riempimento scavi per la posa di sottoservizi. Abbattere tempi e i costi legati al trasporto, ridurre al minimo l’acquisto di nuove materie prime, significa ottimizzare al meglio le dinamiche logistiche ed economiche del proprio cantiere mantenendo uno sguardo attento al tema dell’impatto ambientale e del recupero di quei materiali che a tutto diritto, fatte salve le specificità normative locali, possono essere considerate come risorsa e non più come rifiuto.

Fonte: EDI-CEM Srl – Rivista “Strade & Autostrade" (6/2021)  
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